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Dialogo e cultura in azienda, cosa stiamo imparando dall’emergenza

Nello sviluppo professionale da qualche anno si fa molto uso del ‘coaching’, soprattutto per certe figure manageriali. In realtà, dell’ascolto attivo e del dialogo, anche di gruppo, ne hanno bisogno tutti. Questo momento storico, segnato dalla diffusione della pandemia da Covid-19 e di conseguenza dal distanziamento sociale, ci sta riportando con i piedi per terra.

Ci aiuta a comprendere che abbiamo bisogno di ‘fermarci’, di ‘stare’, appunto, con noi stessi ma anche con gli altri in una forma diversa, per poter ‘esistere’ in una forma diversa. Tutto questo verrà dopo. Quando potremo ri-collocarci all’interno del contesto di vita futura nella natura, nello spazio al di fuori delle nostre case, nei contesti aziendali che verranno, così come nella vita di relazione, all’interno della famiglia con le persone anziane e tra le diverse famiglie facendo incontrare di nuovo i giovanissimi, gli adolescenti e i bambini.

Adesso stiamo imparando attraverso la possibilità di porci delle domande. Siamo in una fase che potremmo definire pre: ci consente di chiedere, di ascoltarci reciprocamente e di provare a darci delle risposte. Perché risposte e certezze vere ancora non ne abbiamo. Perché è inutile ‘andare’ se non sappiamo ancora ‘stare’. Siamo andati troppo velocemente e in un altrove virtuale. L’emergenza ci sta dicendo di fermarci, di provare a farlo anche con i mezzi che oggi abbiamo a disposizione, come quelli virtuali, ma di farlo. Prima che sia troppo tardi.

La musica ci aiuta a dialogare. Sin dall’inizio dell’emergenza il Gruppo Augusta Ratio ha lanciato un’iniziativa di coinvolgimento diretto e di confronto tra i dipendenti attraverso una “stanza di ascolto”, un luogo virtuale in cui ascoltare – musiche, letture, riflessioni – ed essere ascoltati. Stiamo imparando da questa situazione di emergenza a prendere consapevolezza del fatto che non siamo più capaci di un dialogo profondo. E ne abbiamo invece un gran bisogno: è quello che ha provato a insinuare nella cultura occidentale la Grecia di Socrate e Platone, il dialogo figlio della commedia e della tragedia, riflessivo, sintomo di una presa di consapevolezza e perciò ‘catartico’.

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Incontri di gruppo per imparare a fermarsi

All’interno dell’azienda servono ascolto attivo e dialogo. C’è bisogno di incontri di gruppo, che non siano solo momenti social per coinvolgere tantissime persone che ascoltano e basta, ma incontri in cui simulare una ‘stanza’ dello ‘stare’ e non solo una room dell’andare.

In azienda, mi sono ritrovata a raccogliere molte situazioni di incertezza al dialogo su certi temi. Su questo, oltre alla musica, anche la cultura può aiutare tantissimo, come hanno dimostrato le stanze virtuali (ormai oltre una quarantina) organizzate tutti i giorni dal Gruppo Augusta Ratio. Abbiamo bisogno di meno dialoghi sulle competenze tecniche, e più dialoghi sul sentire, vedere, ascoltare, immaginare, in luoghi dello spirito. E della Cultura.

Ne vedo davvero ancora troppo pochi, anche sui social media. E, invece, ce n’è un gran bisogno. L’esperienza delle stanze d’ascolto vuol essere un invito a tutti a proporsi senza remore, coinvolgendo anche il mondo degli artisti, della musica, del teatro, della danza della letteratura. Stimolando la riflessione e il dialogo.

Noi adesso li stiamo proponendo anche all’esterno del Gruppo. ‘Stanze delle emozioni’ è l’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Fondazione Pasquale Battista, per promuovere in varie forme la cultura. Un’esperienza che sta dando alle nostre persone grande energia interiore, per andare avanti nell’emergenza anche come professionisti. Perché non si vive solo di Energia prodotta e da vendere.

L’articolo su Parole di Management

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